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Ai Fai

Oggi l’Ai Fai si chiama Hi End. Gli anglismi italiani sono sempre un filino tetri – dall’Alta fedeltà a una Fine alta. Il vinile era finito tanti anni fa, tutti quelli in cui io ho ascoltato cd su una trappola da 30 euro nata per i dvd – cronica mancanza di soldi. Poi si sa che lungo il fiume passano i cadaveri e, se sai aspettare, qualcosa peschi.

Seiki, Micro Direct Drive turntable, DD1 (1963) – immagine pescata in rete, nei prossimi giorni metterò una foto del mio, è più bello

Ho pescato due giorni fa un giradischi Micro Seiki del 1963 – vorrei conoscere chi lo ha comprato quando costava come X stipendi di un impiegato medio e ringraziarlo per averlo tenuto come le cose sante. Non ha un graffio nemmeno sul coperchio, il legno è lucente, appare nuovo di fabbrica, col suo braccino a S morbido e gentile, la spazzolina per pulire il disco mentre suona, lo stroboscopio che controlla che la puleggia giri esattamente come deve. Anche i jack dei cavi di segnale sono perfetti. Forse lo hanno messo a fare il soprammobile, forse lo hanno usato con rispetto che un tempo si dava a tutto ciò che era prodotto per durare. Adesso è dotato di una testina Grado, tanto per risvegliarlo dal sonno con un bacio, come il principe azzurro che trova Biancaneve.

La Seiki era nata a Tokyo dopo la guerra e pare avesse un settore aerospaziale e uno di giradischi. La cosa ha una logica da qualche parte. Negli anni dal 61 alla fine dei Novanta ha prodotto giradischi sublimi, tutti, dagli “economici” (che tali non erano) a quelli che oggi si direbbero Hi End – poi i lettori cd e i cd hanno distrutto il mercato assieme al rivalutarsi dello Yen che rendeva queste macchine da care a carissime. Sono falliti, hanno riaperto alla periferia di Tokyo continuando a montare i pezzi dei magazzini, sono stati corteggiati dagli americani, hanno tentato di mettersi in cooperativa di dipendenti (il know how era grande, i capitali no) e infine sono spariti. I debiti restano e il marchio è ancora proprietario. Non li comprate su ebay, (del resto se ne trovano pochissimi lì), fate che vi trovino loro, come un premio della sorte a chi desidera con cuore puro di che ascoltare musica, non di che arredare il salotto. Oh, certo, un tempo arredavano i salotti (questo forse ha fatto il soprammobile, dato come è approdato lucente al suo 49esimo anno di vita), oggi i sopravvissuti suonano.

Questo suona da dio. Perfino con un prephono da 99 euro (non cinese). Perfino la gatta che di solito sta per i fatti suoi quando ascolto musica (e con i cd letti dal lettorino per dvd scappava sotto il letto) è venuta a dormicchiare sul tappeto godendosi un concerto misto di riscoperta (mia) di quel che avevo in casa e di qualcosa che ho oculatamente comprato a una fiera (due euro a Lp, le copertine sanno di muffa, i dischi sono perfetti).

E così il seiki micro ha rispalancato stanze da musica della memoria – ha ritrovato i passi di 30 anni fa, quando andavo a guardare i Lp più che a sentirli in Piazza del Duomo (al posto del negozio di dischi, accanto al quale si poteva prendere il caffé in un bel bar, c’è ora un negozio di abiti di moda – in centro ormai ci sono solo negozi di abiti, più o meno volgari e dai prezzi stellari). Ha ritrovato e appagato i desideri allora impossibili di avere di che ascoltare un concerto non sulla phonovaligia Lesa (benedetta la sua memoria, ma scavava i solchi più che suonarli). Ha rimesso al mondo un giovane Brendel che mi ha fatto piacere Liszt senza melensaggini capello al vento e romanticismo (sono ignorante io, sono ignorante io – ma di Liszt romantico e di Chopin ho piene le tasche. Però Brendel come li asciuga, come riesce a trovarci un nerbo e un’anima non giovanile. Da giovani tutti amiamo questi due marpioni perché siamo “romantici” e di bocca buona).

Ora che è tardissimo ho chiuso il coperchio e rinfilato i dischi nelle copertine, domani metterò le copertine al sole per vedere se perdono l’odore di cantina.

Non lo so che l’ho scritta a fare questa paginetta, forse solo perché un po’ di felicità, che è merce rara, può stare anche nel legno lucido di un giradischi mio coetaneo .

 

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