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Album ’60 – Attenzione pericolo al mare

Attenzione: pericolo al mare

Per arrivare a Cecina Mare occorre superare grandi ostacoli molto pericolosi. Bisogna passare sotto il Masso della Gonfalina sulla via Pisana, che penzola e sopra ci si sedeva Leonardo da Vinci a guardare l’Arno. Poi bisogna ricordarsi dove girare verso Collesalvetti e dopo quasi in fondo si deve attraversare la Grande Puzza delle barbabietole da zucchero. Questo perché non si deve assolutamente fare l’Arnaccio, lo dice il nome, che è tutta diritta però ci sono i platani e le macchine sbattute dentro il fiume; se si facesse l’Arnaccio si dovrebbe anche andare per l’Aurelia che è a picco sugli scogli del mare e spesso ci sono i camion. Però, se si vuole evitare tutto il pericolo dalla parte della via Pisana, allora si deve passare da Volterra, dove ci sono due altri grandi pericoli: le curve dove si vomita per il mal di macchina e non basta cantare, e il mastio che è un manicomio. Anche a Montelupo c’è il manicomio criminale, però da Montelupo si vede Capraia e questo è un fatto certo.

Dopo Volterra, ammesso che papà passi di lì il 1 agosto, si scende per le saline di Pomarance, che sono in mezzo alla campagna e non si capisce dove sia il sale e dove siano le arance, però c’è una fabbrica con una ciminiera che puzza anche lei. A Larderello non puzza perché viene su vapore e ci fanno la corrente elettrica, che è una gran cosa per il mondo di domani, come c’è scritto sul libro sussidiario.

Quando si arriva a Cecina i pericoli della strada sono finiti e siamo tutti contenti del miracolo per cui siamo ancora vivi; rimane da andare a cercare la signora che ci ha affittato la casa e entrare in casa; la casa è dietro la piazzetta del pesce, che si riconosce perché puzza moltissimo di marcio, anche la casa puzza, ma di un odore differente, puzza di muffa, di umido e di mobili vecchi. La casa che ci hanno affittato sono una camera e una cucina, dove d’inverno ci vive la signora con i suoi parenti, adesso invece per lasciarci il posto a noi la signora assieme alla sua mamma molto vecchia e curva e tutta vestita di nero anche se è estate vive in una sola stanza al pianterreno. In cucina c’è una bombola a gas, che può scoppiare da un momento all’altro e questo è un pericolo normale, di tutti i giorni. In camera non ci sono pericoli però ci sono i ragni, che corrono via sul pavimento, basta mettersi le ciabattine.

Poi ci sono le cose che sono pericolose da mangiare. Al mare sono pericolose tutte le cose da mangiare se non le mangi almeno tre ore prima di fare il bagno, sono invece comunque pericolosi: il gelato di mattina e prima di pranzo o di cena; dopo cena il gelato ferma la digestione; il gelato si può mangiare al sicuro solo a metà pomeriggio. Poi sono pericolosi perché sono probabilmente sporche le seguenti cose da mangiare: le fette di cocco che vendono sulla spiaggia e anche sui banchetti in pineta, anche se c’è una fontanella d’acqua che scorre per tenerlo fresco (infatti il cocco al mare si chiama coccofresco); poi le ciambelle e i bomboloni fritti della spiggia, perché l’uomo che passa alle dieci e li vende, li tiene in un cesto di vimini sotto un panno bianco che sembra pulitissimo ma ci sono i germi. Il bombolone si può mangiare solo quando la mamma non c’è e la zia lo compra, questo significa che la zia non obbedisce alla mamma e anche se lei giura che son tutte storie e non ci sono i germi mangiare il bombolone mette un po’ d’ansia. Nel bobmbolone c’è la crema, nella ciambella no, però la ciambella è più grossa.

Altri gravi pericoli nel mangiare non ce ne sono, dato che noi non mangiamo il pesce, che è pericoloso perchè marcisce presto e puzza, come la piazza del mercato e anche le barche tirate in secco verso Vada, dove finiscono gli ombrelloni dei bagni, la strada della passeggiata appena asfaltata e anche la spiaggia larga.

Sono invece pericolosissimi: attraversare la strada senza dare la mano alla mamma e alla zia (qui vanno d’accordo); andare in giro per la spiaggi da sola senza dire dove si va e senza restare in un posto dove ti vedono; parlare con gli sconosciuti (ma questo è un grandissimo pericolo anche in città, quindi non è dovuto alle vacanze). Pericoloso è anche comprare gli zoccolini di legno con il tacchetto e il fiorellino rosa perché si può cadere; lanciarsi troppo in alto con l’altalena; andare sullo scivolo alto, correre dietro alla palla senza guardare dove si mettono i piedi. Anche tirare la sabbia sulla spiaggi fa diventare ciechi e salire sugli scogli fa diventare paralitici. Se in acqua non si tocca si affoga, se l’acqua è fredda viene la congestione. Se ci si leva il cappello sotto il sole viene l’insolazione, se si sta sotto il sole viene l’ustione e la febbre e poi la pelle si stacca a pezzi e ti portano all’ospedale.

Questi sono i pericoli principali, poi ce ne sono continuamente altri che si scoprono lì per lì appena si fa qualunque cosa i grandi non siano d’accordo che si può fare, quasi tutto apparte stare seduta composta sotto l’ombrellone accanto alla zia e alla mamma sulla sdraia.

Per fortuna le vacanze al mare durano soltanto un mese.

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