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Il racconto della settimana

Questa sezione del blog presenta una antologia di letture (soprattutto racconti brevi e brevissimi) a volte con qualche commento interpretativo, non più che uno spunto per cominciare a riflettere sulle pagine di autori che ancora non hanno finito di dire quel che hanno da dire.

Non si tratta di commenti specialistici, semmai di immagini di chi scrive nello specchio della pagina di cui si scrive.

Non solo per Proust la letteratura ha l’ambizione di essere lo specchio dove chi legge può vedere il proprio volto più vero – così la pensava già Dante che alla fine della Commedia promette che si vedrà se stessi, il vero volto cioè di dio.

Per i greci del resto la letteratura non è affare umano: le muse, figlie di Memoria, dettano e chi ascolta cuce le loro parole in racconti; il poeta non inventa nulla, ascolta tesse e cuce i loro fili. Nulla impedisce quindi di pensare che l’arte della narrazione e quella del filare, del tessere e del cucire abbiano e richiedano caratteristiche del femminile – pazienza, ascolto, misura, pensiero e silenzio interiore, spazio interiore della casa e dell’anima dove i semi della parole maturano in storie e saperi sul mondo, sull’umano, su di sé. Scrivere ha del portar nel ventre, del nutrire e accudire, infine e solo infine del partorire per il mondo (un libro, un blog).

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F. Kafka, Di notte

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