Buon natale con autostima

Buon Natale: ieri a Otto e mezzo sulla 7 (e dove se non in televisione parlano i ministriantichi e nuovi?) il prof. Profumo ha parlato di scuola, di cui anche al Politecnico si sente a volte parlare, come a volte capita dovunque di sentire il ronzio delle zanzare.
Alla domanda se non sarebbe il caso di alzare gli stipendi ai docenti della scuola, ha risposto con un sorriso misurato, stirato e triste, di quelli da classe dirigente colta “lavoriamo intanto a rendere loro l’autostima. Poi, quando potremo, perché no?”.
Già, perché no? Ai po’racci vuoi negare anche la speranza? Speranza e autostima non costano nulla, anche perché la stima si dà e si toglie, l’autostima dipende dai soggetti e se ce l’hanno né gliela togli né gliela rendi – questione di scelta lessicale e di lapsus freudiani.
Perché no? Buon Natale e regalate autostima, mettete in tavola autostima, pagate l’affitto in autostima, compratevi un libro in autostima, sempre che non vi chiedano euro, nel caso potrete lasciar giù gli acquisti e andandovene con le vostre pezze al culo sussurrare “quando potranno alzarci lo stipendio, fermo per sei anni, magari leggerò, mangerò, pagherò l’affitto … perché no?”.

La lotta di classe è fuori moda, le maestrine dalla penna rossa invece sono sempre lì, patetiche, tisiche, un po’ incazzate, ricche di autostima.