Lavorare tutta la vita

Hanna Arendt in Vita activa propone una distinzione tra agire (dran in greco) e lavorare (poiein), osservando che il primo è un agire in cui si misura la propria umanità, il secondo un fare in cui si riempie il mondo di oggetti, reificando la propria soggettività. Il primo è l’agire eroico, in cui si è sempre sconfitti poiché la condizione umana è quella del limite e nessuno può controllare la catena delle azioni che condizionano la propria né, tantomeno e più pericolosamente, controllare la catena delle conseguenze del proprio agire. Proprio per questo, l’agire accade in pubblico, implica la scelta, l’errore, la responsabilità e la libertà. Nella Grecia antica è riservato agli uomini liberi dal lavoro e connota gli eroi tragici, mentre lo spettacolo tragico è un evento collettivo e politico che rinsalda i legami della città, la quale ha assistito e riflettuto insieme attorno al paradigma rappresentato da Pelasgo o Edipo, da Antigone o Penteo. L’agire non è utile, ma è essenziale per sperimentare fino in fondo la condizione umana.

Il lavoro invece è alienazione, reificazione in un fare ripetitivo e privo di libertà perché finalizzato non alla propria esplicazione di essere umano, ma alla costruzione di oggetti (o alla fornitura di servizi) utili. E’ connotato dei servi e nella società del mondo antico la loro condizione è schiavile: sono privi di diritti e di responsabilità, sono eternamente minori, non possono scegliere. Alla loro condizione si avvicina anche quella dei contadini, degli artigiani e degli operai liberi, il cui tempo è in vendita, monetizzabile, cioè reificabile. Il tempo della vita può essere depredato da un padrone di cui si è schiavi, o venduto solo in parte per vivere, ma non comprato: non si può ricomprare il proprio tempo contrattandone il prezzo con la Morte.

Ancora Arendt, negli ultimi capitoli del libro, discute come nel mondo attuale l’aver sostituito l’orizzonte politico con quello sociale risponde a una mutazione nel concetto di agire: esso sparisce e al suo posto resta soltanto il fare, il produrre.

Dietro ai suoi studi vi sono quelli di Marx, specialmente il Marx giovane dei quaderni del 1844. C’è il concetto di alienazione e la discussione sul valore del denaro, simbolo vuoto del potere che si presta a qualsiasi proiezione illusoria di scambio e che alla fine assorbe ogni altro valore (ogni altro valore morale o religioso è più difficile perché più definito). Il denaro prende il posto del fine ultimo eternamente vuoto e eternamente capace di promesse, ma mai di realizzazioni del desiderio, prende il posto cioè di dio senza averne però la carica di simbolo umano.

Il denaro è la fase ultima del potere, che si astrae dal reale, diventa fine ultimo, assorbe ogni valore umano, tradisce ogni desiderio, si riproduce in un meccanismo divorante di insensatezza e alienazione. Esattamente quello che stiamo vivendo.

Lavorare tutta la vita: andare in pensione con pensioni da fame, sempre che non si sia rubato prima abbastanza, a 70 anni forse lascia qualche anno ancora di vita, ma di certo la qualità del tempo della estrema vecchiezza non permette di spostarvi i desideri agibili a 50, a 60 anni. Perché?  Nessuna delle motivazioni che vengono date è esterna al meccanismo del “denaro che figlia denaro”, la cui mostruosità (inumanità e insensatezza, cioè) è oggetto del Mercante di Venezia di Shakespeare: il sogno folle di Shylock, deprivato di qualsiasi diritto dalla crudeltà dei gentili, è che i suoi danari si riproducano come un gregge di pecore; il sogno folle di Antonio, annoiato dalla propria stessa vita, è che il denaro lo liberi dal dovere di viverla senza eroismo. L’uno sogna vendetta, l’altro un amore perfetto, neoplatonico, che gli dia potere su un Amico su cui proietta il Valore assoluto che cerca: il prezzo è 3000 ducati in un prestito che è bond, legame, catena, minaccia di morte.

E’ una donna, Porzia, che con l’inganno rompe la rete degli inganni tessuta con questa catena, con questo bond in cui il denaro traveste la vera contesa sugli affetti. Lei sposerà l’Amico, alquanto imperfetto, vieterà al mercante di farsi eroe tragico, punirà il delirio di Shylock non senza però dare aiuto alla figlia di lui, impegnata in una relazione d’amore che il padre impedisce, come il padre di Porzia ha tentato di impedire la libera scelta del marito alla figlia legandola con il proprio testamento a una scelta da lui dettata da oltre la vita.

Il denaro nel XVII secolo poteva ancora essere discusso, senza disprezzo né trascendenti orizzonti in cui traslocare il desiderio vitale dei personaggi in grazia di qualche fede religiosa.

Oggi ogni cosa è riportata al denaro, al suo star bene (i mercati, i mercati … senza nemmeno più i mercanti a dare loro veste umana), al suo figliare nelle transazioni finanziarie prive di retroterra reale nella economia reale.

Il denaro oggi deve essere tutelato contro gli esseri umani, in nome di questa tutela si devastano vite a milioni (i greci di oggi, la Spagna, l’Italia …, l’intero terzo mondo di un tempo, oggi emergente a prezzo di un lavoro senza diritti che è la nuova e moderna schiavitù).

Il lavoro schiavile è quello che costa di meno; i diritti sindacali sono un ostacolo al libero dispiegarsi del volere del Denaro; le pensioni sono un ostacolo alla liquidità che i versamenti inps generano e che viene investita per rallegrare la casa del Signore, la Banca. Sacerdoti del denaro (Manager, Tecnici, Professori Universitari ottimamente comprati al servizio del Denaro, odierni papi e papesse del Dio Unico dell’Occidente) progettano come lasciare alle pecore che producono il denaro solo abbastanza vello per non morire e continuare a produrre senza termine fino a che non moriranno, avendo potuto (se pure potranno ancora) esclusivamente alienare il loro salario nell’acquisto di qualche merce da loro stessi prodotta, in modo da perpetuare il meccanismo infernale della propria servitù.

E io invece ritengo che dopo 30 anni di insegnamento adesso voglio avere qualche anno per me prima di morire, qualche anno per guardare in pace le fioriture di primavera, le foglie rosse dell’autunno, per ricamare o leggere, per passeggiare e pulire la mia casa, per parlare con gli amici e cenare in modo semplice e parco, come il vecchio di Corico virgiliano. Ritengo di averne diritto. Ritengo che il vindica te tibi di Seneca sia rivolto a me, e che questa riconquista del mio tempo e del mio diritto a invecchiare e morire in modo non insensato sia sacrosanto e meritevole di ogni opposizione, la più dira che potrò, con ogni mezzo.

E se vecchi malvissuti come quelli che ci governano sono disposti a tutto pur di conservare il loro potere e la loro servitù al denaro da cui questo potere proviene ed è permesso e concesso, io che malvissuta non sono ma vecchia quasi ho il diritto di sputare loro in faccia, almeno metaforicamente (difficile purtroppo farlo nel reale, il potere si circonda di armati spalluti e violenti contro cui non sarei in grado di pormi senza mio danno).

E di insegnare, se qualcuno vorrà ascoltare, che la vita è altro dal lavorare per lavorare. Si lavora per vivere, non si vive per lavorare.

Appoggio perciò ogni iniziativa della Cgil, specialmente della FIOM, per opporsi alla spoliazione degli ultimi diritti del lavoro.

Fukushima: la situazione non è peggiorata ma resta gravissima

La TEPCO è riuscita a connettere due reattori a fonti di energia elettrica esterne; ora deve valutare se è sicuro dare l’elettricità al sistema di raffreddamento andato in blocco per il terremoto.

Sembra inoltre che sia ancora gravissima ma non peggiorata la situazione dei reattori raffreddati con lanci di acqua.

Si sta pensando di seppellire tutto in una bara di sabbia e cemento come a Cernobil per fermare le emissioni di radioattività che stanno inquinando l’ambiente ben oltre i 30 KM della zona sfollata.

A Tokio si sono ritrovati tassi di radioattività in latte e verdure provenienti dalla prefettura di Fukushima (la NHK riporta il parere di esperti giapponesi che questi tassi non sarebbero altissimi – c’è da fidarsi?). Anche l’acqua dei rubinetti di Tokyo presenta un innalzamento dei tassi di radioattività.

 

Two reactors connected to external power sources

Two of the damaged reactors at the Fukushima Daiichi nuclear power plant are likely to have power again after engineers managed to install cables.

Tokyo Electric Power Company says it will do its best to resume the reactors’ cooling function by Sunday, but as many parts of the facilities are soaked in seawater. It is not known if this can be done quickly.

Power company engineers finished connecting the No.1 and No.2 reactors to external sources on Saturday evening.

The nuclear plant lost its cooling function for the reactors and the spent fuel rod pool due to malfunctions of emergency power generators after the quake.

The situation could lead to a massive leakage of radioactive substances.

The power company will check the reactors’ cooling equipment before deciding whether to use electricity.

The Nuclear and Industrial Safety Agency says the power company will turn on meters to check the condition of the reactors and then work on the cooling function of the reactors and the spent fuel rod pool.

The agency says the company aims to restore power for the remaining 4 reactors by Sunday.

Saturday, March 19, 2011 21:07 +0900 (JST)

viaNHK WORLD English.

Appello di Greepeace – unificare le giornate elettorali, devolvere in aiuti al Giappone i 400 milioni risparmiati – firmate

Ciao,

Ha quasi raggiunto 80.000 firme la nostra richiesta al Ministro Maroni di accorpare il referendum sul nucleare con le amministrative. Ora c’è una ragione in più per farlo: destinare agli aiuti per il Giappone i 400 milioni di euro che l’Italia risparmierebbe.

In Giappone la situazione è ancora fuori controllo. 750 operatori presso la centrale di Fukushima sono stati costretti a lasciare il sito per l’alto livello di radiazioni. Solo 50 stanno ancora operando, anche a fronte di gravi rischi per la propria salute, per evitare conseguenze peggiori.

Noi possiamo decidere di non dover mai correre questo rischio in Italia, votando SI al referendum nucleare. Scrivi anche tu a Maroni, o, se hai già firmato, invita i tuoi amici a farlo e condividi sul tuo profilo Facebook.
Il Ministro Maroni deve accettare di accorpare amministrative e referendum per facilitare la partecipazione democratica e per aiutare il Giappone con i soldi risparmiati.

 

Obiettivo: raccogliere 100.000 firme entro lunedì
Grazie!
Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia

AGISCI SUBITO

L’incidente di Fukushima passa, secondo il governo giapponese, da 4 a 5 sulla scala di gravità

L’incidente di Fukushima viene portato al rango di pericolosità 5 su una scala di 7  (lo stesso di Three Miles Island; Cernobil ha il rango di 7  su 7). Il rango 5 viene dato perché si tratta di un incidente che ha causato un importante rilascio di radioattività nell’ambiente, tale da mettere in pericolo una vasta zona.

 

Fukushima plant severity raised to Three Mile Island level

The Nuclear and Industrial Safety Agency on Friday raised its assessment of the situation at the Fukushima No. 1 nuclear power plant to 5 on the 7-level International Nuclear and Radiological Event Scale (INES).

…The level 5 ranking, which is defined as an “accident with wider consequences,” was given to the Three Mile Island nuclear plant accident of 1979.

NISA officials said the severity level at the Fukushima plant was raised a notch because large amounts of radioactive materials were released within the No. 1 to No. 3 reactors, and the possibility is high that the reactor cores had been damaged.

The previous highest INES ranking in Japan was level 4 for the criticality accident at a Tokai, Ibaraki Prefecture, facility of JCO Co., a nuclear fuel reprocessing company. A level 4 ranking means an “accident with local consequences.”

The highest ranking of level 7, or a “major accident,” was given to the Chernobyl nuclear disaster of 1986.Mostra tutto

viaAJW by the Asahi Shimbun.

i 50 operai di Fukushima: un articolo dall’Asahi Shimbun

dalla pagina Facebok del giornale (vai qui)

AJW 3/11 quake update:

Relatives say Fukushima workers are toiling in desperate conditions

Relatives of Tokyo Electric Power Co. workers assigned to avert a nuclear catastrophe at the quake-ravaged Fukushima No. 1 nuclear power plant have called on the Japanese government and people not to abandon their loved ones. /i parenti degli operai della TEPCO – l’enel giapponese che ha in gestione la centrale di fukushima) hanno protestato col governo che abbandona i loro cari

…About 50 workers were left battling to prevent a nuclear meltdown at the plant even when TEPCO temporarily withdrew all non-essential staff on Tuesday. /sono rimaste 50 persone a combattere per evitare il melt-down del reattore/

Four of the plant’s six reactors are in a dangerous condition. The small corps of workers is dousing the reactors with water to prevent a meltdown while desperately trying to restore a cooling system that might stabilize the reactors. /ci sono 6 reattori a Fukushima, questi 50 operai e tecnici si danno il turno a bagnare i reattori e a tentare di ripristinare i  sistemi di raffreddamento/

The wife of one worker said she received word from her husband at the plant in a text message late on the night of March 11, hours after the magnitude-9.0 temblor rocked the facility.

The message was abrupt: “I’m alright.”

She had to wait another four days before she received a short text message.

“We’re running out of drinking water. I feel like I’m coming down with something,” the second message said. / La moglie di un operaio ha detto che ha ricevuto dal marito un messaggio dopo 4 giorni dal terremoto che dice “Non abbiamo quasi più acqua potabile, sto male”

She said she wondered whether her husband and other workers left behind in the facility could carry out their duties in such dire conditions. /La donna si chiede se il marito e gli altri hanno quegli aiuti che potrebbero permettere loro di fare il loro dovere in condizioni tanto terribile/

Another family member of the same worker said: “Perhaps they are unable to say anything because, as Tokyo Electric employees, they are in the most responsible position. As kin, we would like to see something done right away for them.” /Un’altra famiglia si chiede se agli operai non sia vietato dare notizie dalla TEPCO.

The worker’s family said they could not watch TV coverage of the situation at the nuclear power plant. /Le famiglie dicono che gli operai non possono seguire in TV come vanno le cose.

A relative of another TEPCO employee asked: “Was there no way that the government and whole nation could have done something earlier?” /Un parente si chiede se non c’era qualcosa che il governo e la nazione intera non doveva fare prima dell’incidente

A relative of the worker who was evacuated from the facility on Tuesday described an employee torn between sense of duty and a wish to be with their family. /Gli operai sono lacerati tra il senso del dovere e il desiderio di riunirsi alle famiglie

The relative quoted the evacuated worker saying: “I thought I would never meet you again. But I also feel bad about walking away alone.” /Un parente cita quanto ha detto un operaio evacuato da Fukushima: “Pensavo che non vi avrei mai più rivisti. Ma egualmente sto male per esser venuto via di lì da solo (lasciando i compagni)”.

The employee, who had been at the facility since March 11, said TEPCO staff had scrambled to get power from car batteries and small diesel generators in the hope of jump-starting the emergency core cooling system (ECCS) after the earthquake and tsunami crippled vital equipment and power supplies. The efforts failed. /Gli impiegati dicono che dall’11 marzo lo staff della TEPCO ha tentato di utilizzare tanto le batterie delle automobili quanto piccoli generatori a diesel per rimettere in moto il sistema di raffreddamento andato in blocco per mancanza di energia elettrica/

“The most frustrating thing was that the external electricity supply had been cut off,” the employee added.

Immediately after the quake, several hundred TEPCO employees and affiliated workers took turns trying to repair the damage but their work was frustrated by repeated aftershocks, the family members said./subito dopo l’incidente centinaia di operai della TEPCO hanno lavorato a turni per riparare i danni, ma i loro sforzi sono stati resi vani da un incidente e un terremoto dopo l’altro/

Workers have been working without sleep. Some have a hard time swallowing the stored biscuits and packs of cooked rice with which they are being fed.

High levels of stress caused by working in a facility faced with the danger of exploding, in which exposure to radiation is a constant worry and in which a complete nuclear meltdown is a real possibility are being aggravated by some media coverage. Televised news conferences in which tense exchanges between reporters and TEPCO officials yield little positive information have affected the morale of some inside the plant./Gli oerai lavorano senza dormire, mangiando biscotti secchi e razioni di riso cotto che vengono portati loro. Un alto livello di stress è causato anche dal lavorare sotto la minaccia di esplosioni, di esposizione alle radiazioni, di pericolo della fusione del nucleo. Una tensione ulteriore è data dalle interviste che sono loro fatte dalle televisioni/

“The outside world doesn’t seem to realize what is going on inside. At one point I even thought that the company had given up on us,” the evacuated employee said.

“I also thought that we should not leave until it is safe enough for nearby residents to return,” the employee added./Il mondo esterno non sa che succede dentro FUkushima; a volte ho pensato, dice uno degli operai evacuati, che la compagnia TEPCO avesse dat ogià tutto per perduto. E’ però importante continuare per permettere agli abitanti della zona di poter tornare alle loro case/

Family members of the employee said they were shocked by the crisis. They had believed that Japan’s nuclear power plants were among the world’s most advanced, and that the industry had the most advanced technology for preventing radiation leaks in case of an accident.

“Are the government and Tokyo Electric going to abandon the workers who have put their lives on the line? It is vexing, particularly as we had always trusted them,” the family member said. /Le famiglie degli operai dicono di essere scioccate dalla crisi in cui è andata la centrale: pensavano che il nucleare giapponese fosse tra i più sicuri al mondo e che l’impianto avesse le tecnologie più avanzate per prevenire diffusione di radiazioni in caso di incidente. “Il management della TEPCO abbandonerà i lavoratori che hanno messo in pericolo le loro vita sul lavoro? E’ spaventoso e ingiusto, soprattutto perché noi avevamo una grande fiducia nella azienda” dicono le famiglie.

(This article was written by Satoshi Otani, Ayako Suzuki and Hiroshi Ishida, staff writers of the vernacular Asahi Shimbun.)

* * *

viaAJW by the Asahi Shimbun.

asahi.com(朝日新聞社):Comparing Fukushima to Chernobyl – English

Il più importante giornale giapponese, Asahi Shimbun; scrive che le differenze di quanto accade a Fukushima rispetto all’incidente di Cernobil sono molte: a Chernobil un reattore andò in fiamme e per 10 giorni sparse nell’atmosfera materiali radioattivi su un’area molto ampia; era anche raffreddato con la grafite che bruciò con il combustibile nucleare. A Fukushima il raffreddamento era ad acqua. Le colonne di fumo dell’incendio furono le responsabili della diffusione di radionuclidi come cesio, iodio, stronzio nell’alta atmosfera, da dove poi i venti li diffusero su mezza Europa.

Non è probabile che i reattori di Fukushima si incendino, però va tenuto conto che la potenza della centrale di Fukushima e la quantità di materiali radioattivi lì presenti sono molto maggiori che a Chernobil (tre volte tanto almeno come potenza). La pericolosità di questa quantità di materiali combustibili (le barre) dipenda da quanto a lungo sono state in uso.

L’incidente di Fukushima è molto più simile a quello di Three Miles Island, dove il nocciolo del reattore fuse in parte e una esplosione distrusse la sua cella diffondendo radioattività nell’ambiente.

The problems at the Fukushima No. 1 nuclear power plant have raised comparisons to Chernobyl, where the worst nuclear accident ever occurred 25 years ago.

But there are major differences that could have negative–as well as positive effects–on what unfolds at Fukushima.

The No. 4 reactor at Chernobyl exploded and a fire lasting for 10 days spewed radioactive materials into the atmosphere, spreading contamination over a wide area.

However, the possibility is low that a large fire will break out at the Fukushima plant.

On the other hand, the six reactors at the Fukushima plant have a much higher combined power output, and the volume of radioactive materials contained in the reactors is several times greater than at Chernobyl.

A large explosion rocked the No. 4 reactor at Chernobyl in April 1986 in the Ukraine. Exposed fuel rods in the core emitted large volumes of toxic radioactive materials. The Soviet government forcibly evacuated 116,000 residents living within a 30-kilometer radius of the reactor.

A study by the International Atomic Energy Agency 20 years after the Chernobyl disaster found about 200 people were exposed to fatal levels of radiation and several thousand people had either died or were expected to die from radiation exposure.

The outputs of the reactors at the Fukushima No. 1 plant range from 460,000 kilowatts at the No. 1 reactor to 784,000 kilowatts for the No. 2, No. 3 and No. 4 reactors. The combined power output is about three times the 1 million-kilowatt output at Chernobyl.

There is a high possibility of large amounts of toxic radioactive materials in the fuel rods, but the levels depend on how long the fuel rods have been used.

The type of reactor used is also very different.

The Chernobyl plant used graphite as a neutron moderator to produce nuclear fission of the fuel rods. The reactor had no core containment vessel. After the explosion, the graphite, which is made of carbon, burned along with the fuel rods in an exposed state.

The nuclear fission produced radioactive materials such as cesium, plutonium and iodine. The updraft from the subsequent fire carried the radioactive materials high up into the atmosphere and far away from Chernobyl.

The strontium that contaminated land surrounding the reactor accumulates in bones and is a cause of leukemia.

Like other industrial nuclear power plants in Japan, the Fukushima plant uses a light-water reactor. No graphite is used, and there are few combustible materials in the core. For those reasons, a fire like at Chernobyl is highly unlikely.

The worst accident involving a light-water reactor was the 1979 accident at the Three Mile Island nuclear power plant in the United States.

Keiji Miyazaki, a professor emeritus of nuclear engineering at Osaka University, said, “The events at the Fukushima No. 1 plant is very similar to what happened at Three Mile Island.”

In the initial stages of the Three Mile Island accident, nuclear fission was stopped by the control rods, but the core could not be cooled, leading to a core meltdown in which the fuel rods and control rods melted.

The overheated core also melted stainless steel parts within the core container.

The 2 million people who lived within an 80-kilometer radius of the nuclear plant were exposed to radiation levels of an average 0.01 millisievert.

Hiroaki Koide, an associate professor at Kyoto University’s Research Reactor Institute, said: “If the melted core should come in contact with water, it could cause a steam explosion. That might lead to the possibility of destroying the pressure container. A huge explosion could occur or it could end in a similar way to what happened at Three Mile Island.”

viaasahi.com(朝日新聞社):Comparing Fukushima to Chernobyl – English.