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Fuori dal nucleare, anche il governo sembra disposto a ripensare

Terrorizzati dal timore di avere un pessimo riscontro elettorale alle amministrative,  i partiti di governo, che per tutta la scorsa settimana hanno rilasciato, tramite anche i ministri della Repubblica, dichiarazioni tracotanti sul fatto che l’Italia sarebbe andata avanti nella costruzione delle centrali nucleari, hanno oggi, per bocca del ministro dello sviluppo economico Romano, fatto più di un passo indietro.

Ma non c’è da fidarsi: occorre o che sia abolita la legge che ne autorizza la costruzione o che si vada al referendum votando in massa per difendere noi stessi, il paese e le nuove generazioni da scelte devastanti e oramai folli.

Tutti i paesi cche utilizzano centrali nucleari e hanno alte percentuali di energia derivanti da queste, tra cui da oggi anche gli USA, hanno annunciato che occorre uscire dal nucleare, una tecnologia che non sarà mai sicura.

Inoltre si stima che se il petrolio finirà entro la seconda metà del secolo, si ritiene anche che tra 30-40 anni non vi sarà più uranio da sfruttare.

Occorre studiare e migliorare l’uso delle rinnovabili: non c’è altra scelta.

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