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Test INVALSI istruzioni per l’uso e la autodifesa

Il 10 maggio è obbligo “somministrare” i test INVALSI in tutte le seconde della scuola media superiore.
Questo comporta da ora un enorme lavoro per le segreterie che rallenta la gestione ordinaria delle scuole.
Questo lavoro non deve essere fatto prestandosi a straordinari – i Test INVALSI non sono stati concordati ma calati pesantemente dall’alto di un ministero che tratta d’imperio le scuole calpestandone l’autonomia, pur riconosciuta con una legge di rango costituzionale.
Date informazione sugli ingorghi che caricare sui siti del ministero le informazioni richieste per lo svolgimento dei test causa alla normale amministrazione delle scuole.
Per i docenti: i test INVALSI non sono frutto di una discussione e condivisione con i docenti che permetta di inserirli nella normale attività di valutazione degli allievi e delle allieve. Occorre che il Collegio dei Docenti delle scuole ne discuta ed evidenzi ove eventualmente questo tipo di valutazione risulta ostativa a quella già prevista nella programmazione e nel Piano dell’Offerta Formativa, sulla base del quale si opera il Patto educativo tra la scuola e le famiglie.
Per quanto riguarda la “correzione” dei test: non si tratta di una correzione, dato che le griglie di correzione dei test sono elaborate e create dall’INVALSI. Il personale docente quindi risulta un mero trascrittore dei risultati sui tabulati da inviare all’INVALSI. Questo NON RIENTRA TRA LE PRESTAZIONI PREVISTE COME “LAVORO DOCENTE”. Se i docenti decidono di trascrivere i risultati (come chiederanno di certo di dirigenti scolastici) deve essere compensato come lavoro aggiuntivo (se i contratti integrativi di istituto sono già stati firmati, come dovrebbero, si deve riaprire la contrattazione).
A fronte di richiesta di questo lavoro non pagato “perché non ci sono fondi” ci si deve rifiutare di trascrivere i risultati sui tabulati e gli elaborati degli studenti possono essere trasmessi al ministero “tal quali”, che se li trascrivano loro.
Può essere inoltre richiesto un Collegio per definire come i test devono essere somministrati, dato che essi vengono a interrompere la programmazione dei docenti di italiano e di latino e se i docenti vengono utilizzati per sorveglianza in modo diverso da quanto previsto nell’orario normale della mattina, si può richiedere l’ordine di servizio scritto facendo presente che i test non erano previsti nella propria programmazione.
Fonte delle informazioni qui sopra: FLC-CGIL Firenze

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