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fa caldo …

Fa caldo. 35 gradi, previsioni in aumento. Luglio è un pessimo mese.  L’informazione oggi è in sciopero; uno sciopero riuscito anche in Rai: il tour de France è stato trasmesso solo con le immagini: oggi niente ora e mezzo di Davide Cassani che chiacchiera chiacchiera, mentre io sogno di tornare in Francia, farmi un viaggio, poi mi addormento in poltrona e penso a Parigi, che ci sono stata di luglio e era caldissimo anche lì, ma non importava perché Parigi è sempre Parigi e portavo un basco vero, blu, di lana, perché mi sentivo più francese.

Tempo che passa.

Oggi corsi di recupero di latino. 14 ragazzi di tre classi, 5 incontri, 10 ore; tre programmi diversi per impostazione e anche contenuti. Che recuperi? Loro non hanno voglia, io so che difficilmente servirà a qualcosa. Nervosismo di tutti, loro che chiacchierano fitto fitto piano piano, io che scrivo alla lavagna paradigmi, radici, parlo di come si usa il vocabolario (hanno 5 tipi di vocabolari, tutti diversi …).

Ma magari poi serve, tanto con la scuola non lo capisci mai durante se serve; solo capirai se è servito a mesi e anni di distanza.

Non ci sono soldi per i corsi di recupero.

Il Dirigente scolastico è contento che non si sono perse classi e che abbiamo tutte le cattedre; si è scordato che una cattedra è persa (ma tanto è di uno che va in pensione: non sarà sostituito, posti mangiati dalla riduzione oraria di una riforma che il TAR ha bloccato, ma i tagli ci sono lo stesso). Un’altra si è ridotta della metà – ma che fa? l’insegnante farà un completamento (vicino, lontano … che importa? A chi importa? apparte all’insegnante che non conta).

Fa caldo. Gli esami di maturità sono agli sgoccioli (in tutti i sensi – candidati ancora in attesa, commissari, presidenti: sfatti sulle seggiole delle classi roventi).

Gelmini non ha ancora divulgato i risultati degli esami del 2009. Chissà perché. Sui giornali ipotizzano che voglia nasconderli. Più credibile che non sappiano più fare nemmeno quello. E’ tutto sfatto. A chi importa? Al ministro no, non pare ritenere che il suo lavoro e il nostro sia degno di attenzione e cura. Arraffa arraffa, taglia taglia, il resto … fa caldo.

Questa notarella è proprio solo tanto per non lasciare boccheggiare troppo anche il blog; le statistiche dicono che qualcuno passa a vedere se ci sono informazioni. Per esempio sui trasferimenti….

No, non ci sono informazioni, intanto perché oggi è sciopero; poi perché fino al 19 luglio si aspetta il TAR; gli organici Roma li ha mandati, le scuole stanno individuando i soprannumerari (tanti), dopo il 19 luglio ripartirà la macchinetta ansimante dei trasferimenti, d’ufficio e a richiesta … magari a fine mese, magari dopo si saprà qualcosa.

Ci potrebbero essere degli spazi per i dirigenti per segnalare le “situazioni di sofferenza”: classi con 3 o 4 disabili e 30 studenti lo stesso, per esempio; oppure il tentativo dei dirigenti di fare cattedre oltre l’orario (tipo a 19, 20 ore) – queste si possono (e per decenza “devono”) rifutare, ma non tutti lo faranno, servono anche gli spiccioli, anche a costo di lavorare sempre peggio e di finire nel burn out, la malattia professionale in cui la categoria dei docenti è prima in Italia e ha un buon posto in graduatoria nel mondo (statistiche ufficiali).

burn-out, cotto, bollito, bruciato e fatto fuori. Fuori di testa. Quelli in burn out (quanti ne conosciamo) sono i colleghi che scoppiano – bang, e cominciano con le pasticche, le visite dagli psichiatri, i tranquillanti, antidepressivi, depressivi, tirami su … Bang. Con 30 studenti, uno stipendio che non arriverà mai a 1900 euro nemmeno a fine carriera, le cattedre dove capita, i pomeriggi pieni di compiti, lezioni da preparare e i tuoi cazzi di famiglia (bambini, mutui, genitori anziani, spesa, faccende, …) che pretendi, anche di salvarti il cervello e l’anima.

E poi fa caldo.

Buona estate colleghe e colleghi – speriamo in settembre e nel TAR, ma senza illusioni, solo con un po’ ancora di incredibile capacità di resistenza.

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