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Organici 2010-2011 – docenti di lingua straniera non inglese alla discarica

La brava massaia fa il cambio degli armadi a primavera; Gelmini è in ritardo e la scuola nel caos, ma il riordino della scuola procede e volano gli stracci.

Dagli organici volano via in blocco gli insegnanti di lingue “minoritarie” come usa chiamare oggi il tedesco, il francese, lo spagnolo (che nel mondo tutto è fuor che minoritario, per esempio): fuori moda, non riciclabili, da dismettere nell’indifferenziato.

Prima che Maria Stella King Kong, obbediente e prona al ragionier Stranamore, allungasse le sue zampacce sulla scuola italiana, alle elementari un docente specializzato insegnava l’inglese, alle scuole medie si studiavano inglese, francese, tedesco e spagnolo, alle superiori si studiava l’inglese e frequentemente anche francese, inglese, spagnolo, russo. Erano spesso corsi sperimentali di seconda e terza lingua che andavano a ampliare l’offerta formativa per preparare i giovani italiani alla sfida del mondo moderno globalizzato (uso volutamente le formulette ingenue con cui si parlava di questi corsi). Poi c’erano anche i licei linguistici (quello europeo, quelli nati come sperimentazioni da costole di istituti magistrali o tecnici …)

Ora nella scuola riordinata ci sono i licei linguistici (pochi pochi) e tutto il resto è finito nel cassonetto, assieme ai docenti che insegnavano inglese alle elementari (che ci vuole per insegnare inglese? Un corsettino con una spolverata di inglese alle maestre generaliste e quelle specializzate si buttano via). Nello stesso cassonetto anche tutti i docenti di lingua non inglese delle medie inferiori e superiori.

Meno inglese ma solo inglese per tutti è il motto di King Kong e del suo mentore – le ore di lingua straniera (inglese) si sono ridotte dovunque, mentre in parallelo sono state soppresse le seconde e terze lingue. Un enorme guadagno per il Paese e soprattutto per le opportunità che questa ignoranza darà agli studenti italiani nel mondo globalizzato.

Ma questi non sono tagli.

Gelmini e la sua tabellina dei riordini non vietano mica si studiare le seconde e le terze lingue: anzi permettono alle scuole, nella loro autonomia, di istituire i corsi di qualsiasi lingua sia richiesta dai genitori – basta che non ci siano oneri aggiuntivi per lo stato. In altre parole: basta che i genitori se li paghino, i corsi.

E perché una famiglia si dovrebbe pagare un corso da 2 o 3 ore la settimana in classi di 30, se con lo stesso prezzo può mandare il pargolo a studiarsi tedesco o spagnolo o francese a uno degli istituti privati che rilasciano la certificazione internazionale e organizzano classi di 5-10 persone? Pagare per pagare, meglio scegliere. Il privato funziona meglio, soprattutto se la scuola è messa in condizioni di non funzionare per niente.

Niente di male: i figli dei ricchi hanno sempre affiancato al corso di inglese o di francese impartito a scuola il rinforzino da qualche migliaio di euro con corsi al British Institute o al Goethe.

Appunto: i figli dei ricchi, che non necessariamente sono i migliori, i più meritevoli, i bravi, quelli che faranno crescere il loro paese.

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