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A Calenzano c’è una scuola …

A Calenzano, provincia di Firenze, c’è un istituto comprensivo (dall’asilo alla media) che ha una Dirigente Scolastica che difende l’immagine della scuola.

Ha infatti diramato qualche giorno fa una circolare al personale in cui ordina di togliere i grembiulini appesi al cancello esterno.

Questa Dirigente è una donna ordinata e un funzionario affidabile, infatti che ci fanno dei grembiulini appesi al cancello esterno della “sua” scuola?

Ce li hanno messi i genitori dei bambini, per protestare contro i tagli alla scuola (quella di tutti e la “loro”) operati dal Ministro Gelmini; assieme ai grembiulini hanno appeso anche disegni, striscioni e volevano perfino chiudere simbolicamente con un giro di nastro adesivo il cancello.

Ma l’ordinato e affidabile funzionario di Calenzano si è erto a difesa dei piccoli, che potevano scioccarsi se mamma o papà appendevano i grembiulini e facevano finta di chiudere la scuola con un giro di nastro adesivo. O questo almeno dà come motivo del suo zelante divieto: l’amore per i “suoi” piccoli.

Il funzionario ordinato, per buona misura, nella medesima circolare impone anche ai docenti di non fare osservazioni “dequalificanti” sulla “figura del Ministro Gelmini” e poi si cura di precisare al Corriere della Sera che lei non “è né con né contro” il Ministro, ma tiene alla “immagine” della scuola. Ma che c’entra la “figura del Ministro Gelmini” con l’immagine della scuola tutta? Mah …

La preside né con né contro, in ogni caso, ha buoni modelli: già il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna ha inviato una nota riservata agli Uffici provinciali della sua regione, ordinando che i dirigenti scolastici (i presidi) sorvegliassero su quanto e cosa dicono i professori ai giornalisti, su quanto e cosa raccontano di quel che accade nelle scuole accoltellate dai tagli del ministro Gelmini. A Calenzano, si sarà detta la preside, non siam mica da meno, anche noi sorvegliamo sulla figura del ministro, scambiandola con l’immagine della scuola.

E poi, avrà pensato la nostra, ora che il parlamento italiano mette il bavaglio per legge  a giudici, giornalisti, persone per bene,  perché io non dovrei imbavagliare e ammordacchiare docenti, non docenti, genitori, per non parlare dei disegni dei bambini, piccole pesti che ancor prima di saper leggere e scrivere esprimono opinioni coi pennarelli!

Chissà che farà il prossimo anno, quando magari i bambini le chiederanno dove sono ora le loro maestre precarie, dove è finito il tempo pieno, perché la scuola fa sempre più pena senza investimenti … Gli toglierà il bavaglio qualche volta, magari per la fotografia di classe? Perché l’importante è che l’immagine sia serena, e meno male che l’ipocrisia ci protegge dal doverci occupare della sostanza.

E dunque, bambini e docenti: “Cheeeeeese!”  (anche se da sotto il bavaglio non è tanto facile)

Andate qui per leggere la notizia su Novaradio o per leggere il commento su Retescuole

E qui se volete leggere l’articolo del Corriere della Sera.

La Repubblica del 10 giugno 2010 scrive:

LA CIRCOLARE ha come oggetto: «Disposizione urgente». Scrive la professoressa Eda Bruni, dirigente scolastica dell’ istituto comprensivo di Calenzano (Firenze): «Si comunica a tutti i docenti e al personale di custodia che è categoricamente vietata (“categoricamente vietata” è sottolineato) qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della pubblica istruzione con volantinaggio, grembiulini appesi alla recinzione così come disegni, striscioni, nastri e quant’ altro». Segue la raccomandazione a rimuovere le cose sopra descritte e precisa che in caso «non venga eseguita la disposizione» si ricorrerà a provvedimenti disciplinari. (leggi tutto >>>)

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2 thoughts on “A Calenzano c’è una scuola …

  1. Mi chiedo se sia il caso di applicare una terapia d’urto a tutto ciò e dare vita a gruppi di disobbedienti infaticabili pronti a dare voce all’indignazione e al malcontento.
    Tipo “adesso imbavagliateci tutti”

  2. Preg.ma professoressa Eda Bruni,
    Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Calenzano (FI)
    non conosco il suo percorso formativo e lavorativo, per cui non mi azzardo a ipotizzare quali siano gli obbiettivi lavorativi che si propone a lungo termine, ma immagino (o credo di poterlo fare) che all’inizio della sua carriera che spero sia stata desiderata, scelta fra tante e amata, avesse in mente in maniera limpida e determinata la crescita intellettuale, culturale, sociale dei bambini iscritti.
    La immagino seguire un percorso di insegnamento tra i suoi piccoli studenti e poi concorrere trepidante alla dirigenza, progettando una scuola in linea con il modello democratico e libero che ogni istituto formativo dovrebbe prevedere.
    E avrà certamente fatto i conti, perché no, come chiunque, con la prospettiva di una condizione economica migliore giustificata dalla promessa di un impegno e una dedizione totali a favore dell’istituzione.
    Negli anni, però, le cose sono cambiate: le politiche scolastiche hanno trasformato il suo ruolo di “preside” in quello di “dirigente” perché nel frattempo la scuola libera e democratica, bacino di risorse umane e intellettuali è stata reimpostata su un modello aziendale, facilmente privatizzabile, laddove importante è far quadrare i conti, risparmiare, suggere fondi e reinvestirne il meno possibile, soprattutto in sapere e in educazione.
    Immagino i suoi dubbi e i ripensamenti sulla funzione attribuitale, ogni volta che il Ministro emana ingiunzioni e circolari di dubbio aspetto costituzionale, ogni volta che i fondi alla scuola sono minacciati di decurtamenti e tutte le volte in cui bisogna ripagare del lavoro svolto i maestri, siano essi di ruolo o precari.
    E ancora, cerco di raffigurarmi i colloqui con quei genitori che hanno creduto e investito fiducia, e ancora pochi denari, nel suo istituto, che hanno organizzato la conduzione delle loro famiglie sulla base dell’offerta formativa della scuola e degli orari da questa previsti.
    Ebbene, dovrebbero essere già sufficienti questi disagi per generare in lei un moto di indignazione nei confronti di chi perpetra danno alla scuola e infierisce sul suo personale compito di responsabile, costringendola a porgere il fianco ad una politica subdola che detrime e denigra il prodotto dello sforzo intellettuale, oltre a ingannare i cittadini, specialmente se riuniti in nuclei famigliari con bambini e giovani da crescere.
    Ci si aspetterebbe, quindi, da un responsabile della funzione pubblica una presa di posizione decisa contro, e non a favore, le azioni feroci di politici sordi ad ogni reale bisogno del Paese.
    Se, tuttavia, adottare un comportamento determinato le crea una serie di difficoltà facilmente immaginabili, chiuda un occhio sulle legittime e civili proteste dei genitori, ma apra bene le orecchie al fine di ascoltare cosa sta accadendo nella nostra Italia dove chi approcciava con entusiasmo al mondo della conoscenza, si ritrova escluso, spaventato, impoverito, zittito e ogni giorno un po’ più ignorante.

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